We are young, aren't we?

“La strana intimità di due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L’ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco”
Alessandro Baricco  (via nonsorridermipiutiprego)

(Source: ostacolidiunossimoro, via undisastropersempre)

kalliophe:

"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice "molti uomini hanno vita di quieta disperazione", non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! "
L’attimo fuggente. 

Solo cosi saremo liberi.. liberi.

♥

kalliophe:

"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice "molti uomini hanno vita di quieta disperazione", non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! "
L’attimo fuggente.

Solo cosi saremo liberi.. liberi.

“La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.”
— William Shakespeare (via captainwolfff)
sam-sarai:

08/03/2014  
La più bella conversazione sulle donne che io abbia mai fatto, l’ho avuta l’8 Marzo 2014, con un uomo.
Ritrovarsi a parlare di donne con un uomo capita spesso, ma non così.
Non così per tanti motivi,
primo fra i tanti perché un uomo così, non è frequente incontrarlo. Poi certo, anche una donna così non è facile incontrarla. Inoltre due menti che si intendono così, ancora meno.
Fatto sta che ci siamo ritrovati a parlare del gentil sesso, davanti ad una buona birra, per un paio d’ore.
Perché ancora, nel 2014, il sesso femminile non è assolutamente al pari di quello maschile. Non è visto allo stesso modo: dalla società, dagli uomini e dalle donne stesse.
Non sto parlando di superiorità o inferiorità, ma parità. La parità nel poter camminare per strada senza aver paura di essere importunate (con questo intendo anche semplicemente una parola, un fischio o uno sguardo troppo invasivo); a portare dei pantaloni un po’ aderenti sul sedere, bello o meno che sia, senza che ci cadano tutti gli occhi addosso; a parlare senza che gli altri pensino “si, ma se è bella non può essere anche intelligente”; a sentire dei complimenti per la propria intelligenza, prima che per la propria bellezza. Potrei continuare per ore ed ore.
Ma da dove parte il problema? Potremmo cominciare dalla scrittura della Bibbia, ma non è questo il luogo adatto, né tantomeno la mia intenzione.
Sicuramente la cultura, la società e i media (si, anch’essi) hanno fatto del loro in questo processo svalutante del “secondo sesso”.
Da sempre la donna è stata il sesso debole, in opposizione al sesso forte. Di qui, come è facile comprendere, una serie di discriminazioni in ogni campo della vita. La cosa più subdola di tutto questo è che le discriminazioni di cui parlo, sono sempre velate e latenti, non manifeste, quasi inconsce e pienamente inserite nel dna della nostra società. La donna è impura per natura, peccatrice per amore e subdola per necessità. Questo è.
Tanto che le donne che subiscono violenza non riescono neanche a parlare, perché prima che vittime, si sentono colpevoli. Colpevoli di aver indossato una gonna troppo corta, colpevoli per aver rivolto il proprio interesse verso l’errore, colpevoli per non essersi accorte delle intenzioni dell’altro.
Ma se tutto questo è davvero insito nel più profondo patrimonio genetico della società in cui viviamo, come è possibile cambiare qualcosa?
Partendo dalle donne, per le donne.
Perché se il tacco 13 mi comporta problemi alle lombari e un dolore atroce ai piedi, mi metterò un paio di all star e sarò lo stesso.
Perché se un uomo mi fischia dietro come a un cane, starà a me ad ignorarlo.
Perché se il mio seno non è abbastanza grande da soddisfare le voglie dell’uomo medio, non sarà questo ad inficiare la mia femminilità.
Perchèése voglio, posso.
Grazie a tutte le donne, per essere tali.
E grazie al mio uomo, perché almeno tu, nell’universo.

sam-sarai:

08/03/2014

La più bella conversazione sulle donne che io abbia mai fatto, l’ho avuta l’8 Marzo 2014, con un uomo.

Ritrovarsi a parlare di donne con un uomo capita spesso, ma non così.

Non così per tanti motivi,

primo fra i tanti perché un uomo così, non è frequente incontrarlo. Poi certo, anche una donna così non è facile incontrarla. Inoltre due menti che si intendono così, ancora meno.

Fatto sta che ci siamo ritrovati a parlare del gentil sesso, davanti ad una buona birra, per un paio d’ore.

Perché ancora, nel 2014, il sesso femminile non è assolutamente al pari di quello maschile. Non è visto allo stesso modo: dalla società, dagli uomini e dalle donne stesse.

Non sto parlando di superiorità o inferiorità, ma parità. La parità nel poter camminare per strada senza aver paura di essere importunate (con questo intendo anche semplicemente una parola, un fischio o uno sguardo troppo invasivo); a portare dei pantaloni un po’ aderenti sul sedere, bello o meno che sia, senza che ci cadano tutti gli occhi addosso; a parlare senza che gli altri pensino “si, ma se è bella non può essere anche intelligente”; a sentire dei complimenti per la propria intelligenza, prima che per la propria bellezza. Potrei continuare per ore ed ore.

Ma da dove parte il problema? Potremmo cominciare dalla scrittura della Bibbia, ma non è questo il luogo adatto, né tantomeno la mia intenzione.

Sicuramente la cultura, la società e i media (si, anch’essi) hanno fatto del loro in questo processo svalutante del “secondo sesso”.

Da sempre la donna è stata il sesso debole, in opposizione al sesso forte. Di qui, come è facile comprendere, una serie di discriminazioni in ogni campo della vita. La cosa più subdola di tutto questo è che le discriminazioni di cui parlo, sono sempre velate e latenti, non manifeste, quasi inconsce e pienamente inserite nel dna della nostra società. La donna è impura per natura, peccatrice per amore e subdola per necessità. Questo è.

Tanto che le donne che subiscono violenza non riescono neanche a parlare, perché prima che vittime, si sentono colpevoli. Colpevoli di aver indossato una gonna troppo corta, colpevoli per aver rivolto il proprio interesse verso l’errore, colpevoli per non essersi accorte delle intenzioni dell’altro.

Ma se tutto questo è davvero insito nel più profondo patrimonio genetico della società in cui viviamo, come è possibile cambiare qualcosa?

Partendo dalle donne, per le donne.

Perché se il tacco 13 mi comporta problemi alle lombari e un dolore atroce ai piedi, mi metterò un paio di all star e sarò lo stesso.

Perché se un uomo mi fischia dietro come a un cane, starà a me ad ignorarlo.

Perché se il mio seno non è abbastanza grande da soddisfare le voglie dell’uomo medio, non sarà questo ad inficiare la mia femminilità.

Perchèése voglio, posso.

Grazie a tutte le donne, per essere tali.

E grazie al mio uomo, perché almeno tu, nell’universo.

lunariflessiva:

#Poesia dell’ 8 #Marzo. Contro la #televisione che insegna che le #donne sono solo #bambole #sessuali degli #uomini, fatte per essere #picchiate e #struprate

Mimose? No! Lasciale sull’albero le mimose. Sono altre le cose che desidero, io assieme a tutte le donne della terra.Cerco giorni di luce e di libertà per una nuova esistenza, per spezzare tutte le catene che da mille e mille secoli mi hanno fatto schiava.Cerco spazi di cielo per dare vita ai miei pensieri, ai miei sogni, alle mie speranze. Non voglio né carità né concessioni.Il posto che mi spetta me lo conquisto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, con le mie forze e le mie qualità. Sappilo: ho tutti i requisiti per riuscirci, e bene!Non sono più disposta ad essere bambolina e mercanzia che ciascun uomo può comprarsi come vuole. Cerco un confronto onesto e serio per vedermi riconosciuti, finalmente, gli stessi diritti che hai tu!Non voglio né fiori, né menzogne, né inganni. Voglio che a nessun uomo sia più permesso di soffocare il mio coraggio, i miei sogni e la mia determinazione di vedermi padrona assoluta della mia vita.Mimose? Lasciale sull’albero le mimose e, soprattutto, non confondere l’amore con il possesso.Ricordati che “amare” vuole dire innanzitutto “dare”. Mettiti al mio fianco e fa sì che ogni giorno, tutti i giorni dell’anno, sia la mia festa.Non ho bisogno di mimose, né di chiacchiere, né del fumo di falsi e ingannevoli complimenti. Voglio rispetto, amore, dignità, giustizia.Questo è l’8 marzo, per me e per tutte le donne del mondo.(Raffaele Pisani)

lunariflessiva:

#Poesia dell’ 8 #Marzo. Contro la #televisione che insegna che le #donne sono solo #bambole #sessuali degli #uomini, fatte per essere #picchiate e #struprate

Mimose? No! Lasciale sull’albero le mimose. Sono altre le cose che desidero, io assieme a tutte le donne della terra.
Cerco giorni di luce e di libertà per una nuova esistenza, per spezzare tutte le catene che da mille e mille secoli mi hanno fatto schiava.
Cerco spazi di cielo per dare vita ai miei pensieri, ai miei sogni, alle mie speranze. Non voglio né carità né concessioni.
Il posto che mi spetta me lo conquisto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, con le mie forze e le mie qualità. Sappilo: ho tutti i requisiti per riuscirci, e bene!
Non sono più disposta ad essere bambolina e mercanzia che ciascun uomo può comprarsi come vuole. Cerco un confronto onesto e serio per vedermi riconosciuti, finalmente, gli stessi diritti che hai tu!
Non voglio né fiori, né menzogne, né inganni. Voglio che a nessun uomo sia più permesso di soffocare il mio coraggio, i miei sogni e la mia determinazione di vedermi padrona assoluta della mia vita.
Mimose? Lasciale sull’albero le mimose e, soprattutto, non confondere l’amore con il possesso.
Ricordati che “amare” vuole dire innanzitutto “dare”. Mettiti al mio fianco e fa sì che ogni giorno, tutti i giorni dell’anno, sia la mia festa.
Non ho bisogno di mimose, né di chiacchiere, né del fumo di falsi e ingannevoli complimenti. Voglio rispetto, amore, dignità, giustizia.
Questo è l’8 marzo, per me e per tutte le donne del mondo.

(Raffaele Pisani)


Happy 46th Birthday, Kurt Cobain.Rest In Peace.February 20, 1967 – April 5, 1994


♥♥♥♥♥

Happy 46th Birthday, Kurt Cobain.
Rest In Peace.
February 20, 1967 – April 5, 1994

♥♥♥♥♥

(via criticofhumanity)

Audrey Hepburn ♥ ♡

Audrey Hepburn ♥ ♡

(Source: california-luxe, via psychodelicy)

“C’è un motivo per cui ho detto che sarei stata bene da sola.
Non era perché pensavo che sarei stata bene da sola. Lo era perché pensavo che se avessi amato qualcuno, e poi fosse finita avrei potuto non farcela… è più facile stare da soli perché si impara di aver bisogno d’amore… per poi restarne senza. Cosa succede se ti piace… e ti appoggi ad esso? Cosa succede se plasmi la tua vita in base a quello… e poi… cade a pezzi? Puoi sopravvivere a questo tipo di dolore? Perdere l’amore è come un organo danneggiato. È come morire. L’unica differenza è che… la morte finisce lì. Mentre così… potrebbe durare per sempre.”
— Grey’s Anatomy (via menothingelse)

(Source: iamnothingbutmyself)

“E non è strano che Febbraio, sia il mese dell’amore e il mese delle maschere?”
— (via illibrochenessunocomprende)

Io sono una persona difficile. Gli altri non se ne rendono conto. Ma non sono difficile nel senso che ho gusti troppo particolari, o sono selettiva o cose di questo genere. Sono difficile come potrebbe esserlo la matematica. Nel senso che non la si capisce. O, cosa che succede più spesso, non la si vuole capire. Ci si convince di non essere portati e la lasciano là, la odiano alle volte, e si rifiutano anche solo di provarci.Sono difficile in questo senso. Ho certi bisogni, certe paure, certi momenti che neanche io capisco. E nessuno ci si vuole mettere, nessuno crede che potrà mai arrivarci, nessuno ci tiene a capirli, a capirmi. Le persone mi guardano e vedono solo che sono diversa. Che vivo di contraddizioni. Che pur essendo sempre allegra, c’è qualcosa che non va. Lo percepiscono e preferiscono rimanere ad osservare. Come se fossi un uragano, come se avessi il potere di stravolgerli e di distruggerli. Forse ce l’ho veramente questo potere, e posso capire che non entrino in azione: chi mai mi vorrebbe salvare a questo prezzo? Chi mai, per salvarmi, deciderebbe di perdere se stesso? Li capisco. Capisco loro e non capisco me. E loro non capiscono me.Come la matematica. Credo di aver trovato il paragone perfetto.Se solo le persone avessero più voglia di osservarla, capirla ed apprezzarla scoprirebbero mondi interi. Ed a ogni piccolo risultato giusto, anche la cosa più minuscola e stupida, sorrideranno. Perché la matematica è così: ti da l’occasione di arrivarci, e se tu la cogli al volo non esiste cosa più bella.Mi chiedo se ho veramente usato il paragone adeguato, fra me stessa e la matematica.Chissà se sono anche io così.

— (via girlinterrupteed)
DON’T let others influence your thoughts.

DON’T let others influence your thoughts.