We are young, aren't we?

“Distraetemi”
1. Come si chiama il tuo migliore amico?
2. Di che colore è il tuo reggiseno adesso?
3. Cosa stai ascoltando adesso?
4. Qual’è il tuo numero preferito?
5. L’ultima cosa che hai mangiato?
6. Se tu fossi un pastello, quale sarebbe il tuo colore?
7. Cosa stai indossando adesso?
8. L’ultima persona con cui hai parlato a telefono?
9. La prima cosa che noti nel sesso opposto?
10. Qualcuno a cui tieni significativamente?
11. Programma TV preferito?
12. Hai fratelli?
13. Altezza?
14. Colore dei capelli?
15. Colore degli occhi?
16. Porti le lenti a contatto?
17. Vacanza preferita?
18. Mese preferito?
19. Hai mai pianto per nessun motivo in particolare?
20. L’ultimo film che hai visto?
21. Giorno dell’anno preferito?
22. Saresti timido nel chiedere a qualcuno di uscire?
23. Sai fare la verticale senza usare il muro?
24. Abbracci o baci?
25. Cioccolata o vaniglia?
26. Vorresti che un tuo amico ti facesse queste domande?
27. Chi sarebbe il primo a rispondere ad un tuo sms?
28. Chi sarebbe l’ultimo a rispondere ad un tuo sms?
29. Che libri stai leggendo?
30. Piercings?
31. Film preferiti?
32. Squadra di calcio preferita?
33. Cosa stai facendo adesso?
34. Popcorn salati, col burro o glassa?
37. Cani o gatti?
38. Fiore preferito?
39. Sei mai stato scoperto mentre facevi qualcosa che non avresti dovuto?
40. Hai mai avuto un amico del sesso opposto?
41. Hai mai amato qualcuno?
42. Chi ti piacerebbe vedere ora?
43. Sei ancora in contatto dei compagni di scuola materna?
44. Hai mai usato una pistola?
45. Ti piace viaggiare in aereo?
46. Che mano usi per scrivere?
47. Con quanti cuscini dormi?
48. Ti manca qualcuno?
49. Tatuaggi?
50. Ti piacerebbe andare ad un appuntamento con qualcuno che sta su Tumblr?
51. Sei vergine?
52. Bevi?
53. Fumi?
54. Per quanti anni vieni scambiato?
55. Hai tatuaggi?
56. Hai qualche piercing?
57. Si può dimenticare una persona del tutto?
58. l’esperienza più traumatica?
59. Un fatto sulla tua personalità?
60. Quello che odi di più di te stesso?
61. Quello che ti piace di più di te stesso?
62. Il tuo rapporto con i tuoi genitori?
63. Una descrizione della ragazza / ragazzo che ti piace?
64. Quello che odio di più di scuola?
65. Che cosa dice il tuo ultimo messaggio di testo?
66. Una delle tue insicurezze?
67. il tuo gelato preferito?
68. Dove vorresti essere in questo momento?
69. hai mai guardato un porno?
70. Credi nell’amore a prima vista?
71. Qual è il messaggio più tenero che hai mai ricevuto?
72. Hai una migliore amica?
73. Ti manca qualcuno?
74. Chi vorresti abbracciare se, questo, fosse l’ultimo abbraccio che potresti dare?
75. Credi nelle relazioni a distanza?
76. Chi avresti desiderato incontrare prima nella tua vita?
77. Torneresti indietro nel tempo se ne avessi la possibilità?
78. 3 cose che ti piacciono particolarmente
79. Qual è l’ultima canzone che hai ascoltato?
80. Qual è la cosa più importante che hai imparato nella vita?
81. Qual è la tua regola principale?
82. A cosa stai pensando ultimamente?
83. Pensi tanto?
84. Perdoni facilmente?
85. A quale domanda odi rispondere?
86. Descrivi la tua vita in cinque parole.
87. Pioggia o sole?
88. Libri o film?
89. Se dovessi cambiare una cosa di te, cosa cambieresti?
90. Vivi?

(via unloved-human)

(Source: astormofmemories, via mareinfinito)

ruberolaluna:

Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.Io sono di legno.
- Giulia Carcasi
 

ruberolaluna:

Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno.

Giulia Carcasi

 

Acquistai quel divano verde opaco con il mio primo stipendio, senza immaginare che avrebbe fatto tanto parte della mia vita.
Il giorno dopo inviati tre o quattro amici a casa perché avevo finalmente qualcosa su cui far poggiare un culo che non fosse così poco esigente come il mio. I riflessi rossastri del tardo sole pomeridiano si facevano spazio tra le fessure parallele della tendina, evidenziando tratti di pelle bianca, mentre l’alcool scorreva a galloni e curava di punteggiatura i nostri discorsi da ignoranti.
Qualche giorno dopo, una mia amica bussò alla porta, così temporeggiai per guardarle la scollatura attraverso lo spioncino.
Entrò.
Ormai il divano non era più una scusa per improvvisare due chiacchiere. Era a casa mia per confidarsi con me. Suo marito, da quel che capii aveva un’altra, ma lei continuava a farsi sbattere come una sgualdrina. (Questo non lo disse lei, lo dicevano ogni notte le pareti di cartongesso che separavano il mio silenzio da quelle urla di violenza da film porno).
Parlava mentre una valanga di lacrime s’accumulava su un bordo , mentre fissavo il suo vestito pregando che potesse alzarsi di altri due centimetri. Poi altri due e un’altro ancora.
Non mi stancai che offrirle del thè ed annuire di continuo, che uscì di casa mia felice, come se avessi risolto i suoi problemi.
Mi faceva star meglio tutto ciò. Ascoltare la gente che parlava al di là di una nuvola di fumo. Ascoltare , come ascoltare una musica infinita.
E a loro piaceva parlare con me. Sfogarsi per bene e richiudere le loro frustrazioni dentro quattro mura che non avrebbero di sicuro mai più attraversato.

Ma col passare del tempo l’alcool scarseggiava e iniziavano a diventare tutti più noiosi. Credevano che la mia vita fosse perfetta. Si sbagliavano. Loro avevano una vita perfetta. Le crisi, i pianti, la morte, il dolore. Avrei voluto provare lo stesso anch’io per una volta. Intensamente.
Avrei voluto farmi prendere a cazzotti dalla vita e sentire sulle labbra il sangue caldo della sfortuna, mentre, con il resto delle forze mi sarei accasciato su un ginocchio per tirarmi finalmente su. A quel punto, sì , mi sarei sentito finalmente vivo.

Lo desideravo così tanto da ritrovarmi seduto, per l’ennesima volta, sul mio divano verde, con una sigaretta in mano.
E mi fumavo la vita.

(via lovelltearusapart)

Senza parole.

(via ilmaredinverno)

(via attimipienidite)

Dreaming

Dreaming

(Source: specialopz, via 11936km)

“Facile amare la persona amabile. Ma provate ad amare l’istrice,che non appena si sante amato si irrigidisce,si sente in pericolo,in gabbia,e mostra fieramente terrorizzato i suoi aculei. Provate ad amare gli aculei dell’istrice. Provate a tranquillizzarlo passandogli la mano sulla schiena.
È solo quando siete pronti a ritrovarvi distrutti dai suoi aculei,che è amore.”
— La mia prof. Di religione. (pensieriameta) pensieriameta.tumblr.com (via pensieriameta)

(via undisastropersempre)

blueonbluesky:

Ground Zero. Tredici anni dopo.Ero una bambina allora. Avevo nove anni. Non ci fu nulla di particolare quel giorno, nessun avvenimento particolare.Mia madre era stata da poco operata al ginocchio ed era a letto.Erano le 4pm; un amico di famiglia era con mia madre a farle compagnia; mia sorella non ricordo cosa stesse facendo. Io aspettavo i cartoni animati su italia1 godendomi gli ultimi giorni prima dell’inizio della scuola. Cartoni animati che non partirono mai, quel giorno. Vidi urla, grattacieli crollare, fuoco, cenere, gente che si buttava.Corsi da mia madre un po’ arrabbiata perché mi avevano interrotto i programmi per fare un’edizione speciale del tg. Mia mamma preoccupata mi disse di accendere la tv.Era l’11 settembre del 2001, il cuore dell’America era stato colpito. Migliaia di persone morirono mentre erano a lavoro; molte di queste persone decisero di morire non per qualche esplosione, ma gettandosi dalla finestra del loro ufficio. Poliziotti, pompieri, volontari…molti di loro morirono per colpa di qualcuno che ancora oggi, per me, non ha volto nè nome. Perchè in questo mondo è facile accusare chi ci dà fastidio quando migliaia di famiglie piangono i loro morti.Oggi, a tredici anni di distanza, la gente del luogo continua a morire per colpa delle ceneri e dei fumi tossici inalati. Come un cancro che si è ben radicato in noi. E queste scene faranno sempre venire i brividi e le lacrime agli occhi, daranno sempre un senso di pratriottismo anche a noi non americani perchè, americani o meno, quelle erano persone. Quelle SONO persone, morte per colpa del denaro, del potere.Io oggi non dimentico, così come non dimentico per gli altri 364 giorni.

blueonbluesky:

Ground Zero. Tredici anni dopo.
Ero una bambina allora. Avevo nove anni. Non ci fu nulla di particolare quel giorno, nessun avvenimento particolare.
Mia madre era stata da poco operata al ginocchio ed era a letto.
Erano le 4pm; un amico di famiglia era con mia madre a farle compagnia; mia sorella non ricordo cosa stesse facendo. Io aspettavo i cartoni animati su italia1 godendomi gli ultimi giorni prima dell’inizio della scuola. Cartoni animati che non partirono mai, quel giorno. Vidi urla, grattacieli crollare, fuoco, cenere, gente che si buttava.
Corsi da mia madre un po’ arrabbiata perché mi avevano interrotto i programmi per fare un’edizione speciale del tg. Mia mamma preoccupata mi disse di accendere la tv.
Era l’11 settembre del 2001, il cuore dell’America era stato colpito. Migliaia di persone morirono mentre erano a lavoro; molte di queste persone decisero di morire non per qualche esplosione, ma gettandosi dalla finestra del loro ufficio. Poliziotti, pompieri, volontari…molti di loro morirono per colpa di qualcuno che ancora oggi, per me, non ha volto nè nome. Perchè in questo mondo è facile accusare chi ci dà fastidio quando migliaia di famiglie piangono i loro morti.
Oggi, a tredici anni di distanza, la gente del luogo continua a morire per colpa delle ceneri e dei fumi tossici inalati. Come un cancro che si è ben radicato in noi. E queste scene faranno sempre venire i brividi e le lacrime agli occhi, daranno sempre un senso di pratriottismo anche a noi non americani perchè, americani o meno, quelle erano persone. Quelle SONO persone, morte per colpa del denaro, del potere.
Io oggi non dimentico, così come non dimentico per gli altri 364 giorni.

Non siamo stati creati per essere amati da tutti.

La vita non è un film.
Il primo amore sarà una delusione. 
L’ultimo amore non sarà l’ultimo. 
Le persone non ti cercarcano.
Le persone che ti vogliono bene sono poche.
È un continuo prendere le porte in faccia.
È un continuo lottare.
E soprattutto… è difficile che abbia tutto un lieto fine.

La vita non è un film.

Il primo amore sarà una delusione.
L’ultimo amore non sarà l’ultimo.
Le persone non ti cercarcano.
Le persone che ti vogliono bene sono poche.
È un continuo prendere le porte in faccia.
È un continuo lottare.
E soprattutto… è difficile che abbia tutto un lieto fine.

o-ci-sei-o-non-ci-sei:


"Chi ride troppo nasconde qualcosa che non fa ridere"
O-ci-sei-o-non-ci-sei


' A volte è solo una scusa. Per fingere meglio. '

o-ci-sei-o-non-ci-sei:

"Chi ride troppo nasconde qualcosa che non fa ridere"

O-ci-sei-o-non-ci-sei

' A volte è solo una scusa. Per fingere meglio. '

(via 11936km)

Bacio sul collo.

Bacio sul collo.

(Source: socialid, via attimipienidite)

“In quel momento, una parte di lei morì. La parte che aveva creduto nella gioia, nella speranza e nella pace. La parte di lei che credeva nell’amore. Quella parte era scomparsa per sempre.”
— Maleficent (via effy-eny)